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ISTRUZIONI D'USO

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1. Informazioni introduttive

Il Catalogo regionale dei tipi di suolo della pianura emiliano-romagnola fu realizzato per la prima volta su base informatica e reso disponibile in Internet nel 1998, partendo dai dati contenuti dell’originario Catalogo regionale in versione cartacea (1994). Nel corso degli anni, il Catalogo è stato migliorato nella struttura e nelle sue applicazioni d’uso (per es. revisioni della sezione geografica, aggiunta della sezione attività sperimentali), mantenendo praticamente inalterata la base dati. Questa è stata aggiornata nel 2005 in funzione della produzione della Carta dei suoli alla scala di semidettaglio (1:50.000), versione 2005 realizzata dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, attivando anche il conseguente miglioramento dell’accesso cartografico e informativo sui suoli.

Esso è costituito da 183 schede monografiche che illustrano le caratteristiche generali e le qualità agronomiche dei principali tipi di suolo rilevati nella pianura emiliano-romagnola ed espongono alcune considerazioni sulla loro conduzione agricola, nell’ottica di conciliare la valorizzazione produttiva e la salvaguardia ambientale.

Obiettivo principale del Catalogo è fornire agli utenti un documento facilmente consultabile, contenente informazioni sui principali caratteri chimico-fisici, sulle più importanti qualità dei suoli e spunti di riflessione utili ai fini della loro gestione agro-ambientale.

Il Catalogo è uno strumento di divulgazione che permette l’accesso alle informazioni disponibili sui suoli di pianura e la loro applicazione a supporto della buone pratiche agricole. I temi trattati sono vari: si va, ad esempio, dai consigli sul corretto campionamento dei suoli a quelli sulla fertilizzazione; dalle indicazioni sulle limitazioni alla crescita delle principali colture arboree ai consigli per il corretto utilizzo di reflui zootecnici e fanghi.

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2. Guida alla consultazione della carta e del Catalogo

2.1. Nozioni di base

L’unità di base che viene presa in considerazione nel Catalogo è il SUOLO. Esso viene identificato tramite il nome della località in cui è stato studiato per la prima volta (per es. CASTIONE MARCHESI), anche se poi la sua diffusione è a livello regionale. Per brevità, al posto del nome per esteso, si utilizza la sigla corrispondente (nel caso precedente, CSM1). Le aree di suolo sono generalmente associate a specifiche forme di paesaggio (per es. dosso fluviale o valle bonificata) e spesso sono articolate fra loro secondo un andamento (’pattern’ secondo la terminologia anglosassone) complesso, non discernibile con precisione con le attuali intensità di rilevamento. Un’area di suolo o un complesso di aree di suolo è rappresentato nella carta dei suoli tramite poligoni chiusi definiti delineazioni, contrassegnati da una sigla cartografica numerica (ad esempio, la delineazione 533 è caratterizzata dalla prevalenza dei seguenti suoli: FIENILI argillosa - molto frequenti e CASTIONE MARCHESI argillosa - poco frequenti). Le delineazioni caratterizzate dalla prevalenza dello stesso suolo o degli stessi suoli e da un identico modello di distribuzione appartengono e costituiscono un’unità cartografica. Ai fini del Catalogo, quest’ultima entità non ha molta utilità e non è pertanto trattata. Diverso è il discorso per le delineazioni, che rappresentano il tramite che collega la sezione geografica alle informazioni pedologiche di cui necessita l’utente.

2.2. Accesso

Il catalogo presenta a sinistra una colonna “operativa”, che consente la consultazione degli ipertesti, delle banche dati interne e la selezione degli strumenti di navigazione, mentre la sezione centrale di visualizzazione mostra la cartografia e le informazioni specifiche a cui si accede. Nell’home page, sono presenti 3 immagini cliccabili, contraddistinte da altrettante scritte:

  • Suolo aziendale, che avvia lo strumento di navigazione cartografica
  • Carte derivate, che introduce all’utilizzo di elaborati ottenuti integrando le informazioni pedologiche di base
  • Elenco suoli, che apre il menu a discesa delle 183 tipologie di suolo della pianura.

2.2.1 Pulsante suolo aziendale

La navigazione cartografica conduce, attraverso ingrandimenti successivi, ad individuare le superfici dell’azienda ed a selezionare un punto di riferimento all’interno di esse. Giungendo all’ingrandimento massimo (segnalato da un messaggio sopra la mappa) si rendono visibili i simboli di colore verde che corrispondono ai campioni di terreno analizzati presenti in archivio.
Vengono, inoltre, visualizzate le caratteristiche generali della delineazione cartografica, contraddistinta da un colore e da un numero, con la specifica del suolo o dei suoli in essa presenti.
Cliccando sul link “Avanti: riconosci il suolo” si avvia il percorso di riconoscimento guidato del tipo di suolo che conduce, attraverso semplici osservazioni di campo, alla scheda delle caratteristiche locali del suolo individuato. Tra l’altro la scheda contiene un prospetto che riporta i valori statistici dei principali parametri fisico-chimici rilevati analiticamente e archiviati in una banca dati costituita da circa 35.000 punti di campionamento. Dalla scheda delle caratteristiche locali quattro link avviano ulteriori 4 funzionalità: predisposizione del piano di concimazione con un applicativo in linea, utilizzo di un foglio elettronico di supporto alla gestione dei reflui zootecnici, accesso ad informazioni specifiche per utilizzare fanghi di depurazione nella fertilizzazione, formulazione del consiglio irriguo utilizzando l’applicativo Irrinet sul web. Facendo nuovamente riferimento alla mappa iniziale, vi è anche da segnalare, avendo installato il software Google Earth, la possibilità di trasferire bidirezionalmente le coordinate di un punto selezionato dall’uno all’altro applicativo. In altri termini, cliccando su un semplice pulsante, è possibile traslare il punto selezionato sulla mappa aziendale all’interno della vista satellitare di Google Earth, oppure, da quest’ultimo, copiare le coordinate di un punto nello strumento di navigazione cartografica, visualizzando di conseguenza la sua localizzazione all’interno della carta dei suoli.

2.2.2 Pulsante carte derivate

Consente la consultazione di cartografie derivate, schemi interpretativi delle qualità dei suoli e supporti gestionali messi a punto e validati da esperti utilizzando uno strumento di navigazione cartografica analogo al precedente

2.2.3 Pulsante elenco suoli

Apre la lista delle schede dei suoli in ordine alfabetico (vedi paragrafo precedente 2.1), in ciascuna delle quali vengono specificate caratteristiche pedologiche, agronomiche, attività sperimentali e statistiche dei parametri analitici (raggruppati per comprensorio geografico).

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3. Precauzioni d’uso

Le informazioni relative alle aree di suolo rappresentate sulla carta dei suoli in scala 1:50.000 derivano da opportune elaborazioni ed estrapolazioni, a partire da un numero di campioni comunque limitato. Per la complessità naturale dei suoli all’interno di tali aree possono essere inclusi suoli dissimili dai tipi individuati come principali. Le informazioni non vanno pertanto utilizzate come rigido riferimento a siti specifici del territorio, ma in certi casi vanno integrate con apposite verifiche sul campo.

Pur considerando notevole il risultato del lavoro interdisciplinare, che ha visto coinvolti esperti del suolo, agronomi e forestali, le qualità agronomiche dei suoli e le considerazioni sulla loro conduzione vanno viste e di conseguenza utilizzate come valutazioni orientative che possono essere integrate, arricchite e precisate nel tempo, in relazione alle indicazioni eventualmente provenienti dalle prove sperimentali ed dalle segnalazioni dei tecnici competenti.

A questo proposito, si sottolinea che le limitazioni indicate per le specie di interesse agrario e forestale devono intendersi riferite ai fattori maggiormente significativi e non escludono, pertanto, l’influenza di altri singoli fattori , quale ad esempio il clima.

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4. Descrizione dei suoli nel Catalogo

Per ogni tipo di suolo presente nel Catalogo sono descritti i seguenti aspetti:

4.1. Caratteri generali e profilo

Descrizione introduttiva

Riporta sinteticamente i seguenti caratteri: profondità del suolo, tessitura, contenuto in carbonati e reazione per ognuno dei principali orizzonti. Viene inoltre segnalata la presenza di altri caratteri importanti per la gestione (ad es. presenza di ghiaia, salinità, sodicità).

Ambiente

Frequentemente il tipo di suolo è legato a precisi elementi morfologici e occupa determinate posizioni nel paesaggio; esso giace su substrati la cui natura può influenzarne le proprietà agronomiche. Anche la densità di urbanizzazione e il tipo di utilizzazione sono strettamente connessi al tipo di suolo.

Classificazione Soil Taxonomy

Viene riportata la classificazione del tipo di suolo secondo le Chiavi 2003 della Soil Taxonomy.

Classificazione WRB

Viene riportata la classificazione del tipo di suolo secondo la Legenda del World Reference Base (1998).

Descrizione di un profilo di suolo

Viene presentata la descrizione di un profilo rappresentativo del tipo di suolo, alla quale vengono allegate, ove disponibili, le determinazioni analitiche di routine.

Le analisi chimico-fisiche dei campioni di suolo sono state realizzate secondo i metodi di ’Analisi chimica del suolo’ (MIPAF - SISS, 2000).

4.2. Considerazioni sulla gestione

Alcune considerazioni per la conduzione agronomica, ai fini della valorizzazione produttiva e della salvaguardia ambientale

Presentazione sintetica che evidenzia le principali problematiche legate alla gestione agricola; segue la trattazione degli aspetti specifici di cui alle seguenti voci.

Qualità agronomiche del suolo

Vengono sistematicamente descritte le seguenti qualità del suolo, ritenute importanti per la gestione agricola. In alcuni casi si tratta di indicazioni di massima, sebbene confermate da colloqui con gli agricoltori e i tecnici locali e da osservazioni in campo, sulle relazioni funzionali tra caratteri del suolo e loro comportamento.

  • profondità utile per le radici delle piante;
  • rischio di incrostamento superficiale;
  • fessurabilità;
  • resistenza meccanica alle lavorazioni;
  • tempo di attesa per le lavorazioni;
  • percorribilità;
  • permeabilità dell’orizzonte limitante;
  • capacità in acqua disponibile;
  • disponibilità di ossigeno;
  • capacità di accettazione piogge;
  • capacità di scambio cationico;
  • capacità depurativa;
  • calcare attivo;
  • salinità;
  • sodicità;
  • rischio d’inondazione (inondabilità);

Caratteristiche chimico fisiche dello strato superficiale del suolo

Nell’ambito delle proprie attività, il Servizio Analisi e Consulenza Terreni (SACT) ha raccolto fino al 1997 (attività poi continuata da I.ter fino al 2003) ed analizzato alcune decine di migliaia di campioni di terreni. Questi campioni, in base alle loro caratteristiche chimico-fisiche, sono stati ricollegati ad uno o più tipi di suolo presenti nella delineazione in cui essi ricadono. In questo modo è possibile restituire, per ogni tipo di suolo descritto nel Catalogo, elaborazioni statistiche relative ai principali parametri chimico-fisici dell’orizzonte di superficie, basate su un numero di campioni variabile da tipo a tipo, ma pur sempre molto più ampio rispetto a quello dei campioni analizzati per la realizzazione delle carte dei suoli.

BANCA DATI SUOLO RER
prov. dati provenienti dai tecnici Dati L.R.28/98 I.TER area pianura provincia (ha) punti ogni 100 ha (pianura)
PC 3653 0 110.091 3,32
PR 5096 37 120.134 4,27
RE 1341 176 115.591 1,31
MO 3251 31 135.720 2,42
BO 5487 208 186.194 3,06
FE 3617 461 262.758 1,55
FC 3609 27 55.008 6,61
RA 8359 43 151.174 5,56
RN 811 74 22.751 3,89

Distribuzione punti "BANCA DATI SUOLI RER" nelle provincie della Regione

figura1

Statistiche sui dati chimico-fisici dei terreni

Per ogni tipo di suolo vengono presentate elaborazioni statistiche relative agli ambiti geografici o gruppi di comprensori (vedi figura seguente) in cui il suolo è presente:

figura1

LEGENDA

  • 1: pianura parmense e piacentina
  • 2: pianura reggiana e modenese
  • 3: pianura bolognese e alto ferrarese
  • 4: basso ferrarese
  • 5: pianura romagnola
  • 6: pianura riminese

Per ognuno dei seguenti parametri:

  • sabbia;
  • argilla;
  • pH;
  • calcare totale;
  • calcare attivo;
  • materia organica;
  • CSC;
  • N tot.;
  • P2O5 ass.;
  • K2O ass.;

viene indicato:

  • numero di campioni disponibili;
  • media;
  • deviazione standard;

Elaborazioni geostatistiche

La disponibilità di numerosi dati analitici dell’orizzonte superficiale dei suoli, georeferenziati e attribuiti alle Unità Tipologiche di Suolo, ha consentito di realizzare una serie di elaborazioni geostatistiche per attribuire i valori analitici più probabili ai suoli delle aree di pianura (Ungaro F., CNR-IRPI, Firenze, 2008, non pubblicato).

Le elaborazioni hanno prodotto una copertura completa dell’area di pianura, suddivisa in celle quadrate di superficie pari a 100 ha, a ciascuna delle quali è stato attribuito un valore analitico per ciascuno dei seguenti parametri:

• sostanza organica %
• N tot Kjeldahl g/kg
• P2O5 assimilabile mg/kg
• K2O scambiabile mg/kg.

Tali dati sono accessibili nella scheda delle caratteristiche locali del suolo, individuato attraverso il percorso di riconoscimento guidato.

La metodologia utilizzata per l’elaborazione geostatistica è stata la seguente:

1. BD ANOVA zone colturali/grandi gruppi
2. BD ANOVA zone colturali/sottogruppi
3. Attribuzione valore medio delineazioni con ricollegamento singolo a GG/SG
4. Attribuzione valore medio ponderato delineazioni con ricollegamento multiplo a GG/SG
5. Carta dei valori medi/delineazione
6. Attribuzione di un valore medio a ciascuna osservazione
7. Attribuzione di un valore medio a ciascun centroide della griglia regionale 1Km
8. Calcolo dei residui
9. Calcolo dei semivariogrammi dei residui (previa eventuale normalizzazione)
10. Simulazioni condizionali e calcolo del valore medio del parametro analitico in corrispondenza di ciascun centroide della griglia
11. Calcolo dei residui = valore puntuale - media GG/SG delineazione
12. Analisi dei residui e eventuale normalizzazione
13. Calcolo del semivariogramma dei residui normalizzati
14. Definizione del modello di semivariogramma
15. Simulazioni sequenziali (N = 100)
16. Trasformazione inversa dei valori simulati per i residui
17. Calcolo del valore del parametro analitico = residuo simulato + media GG/SG delineazione

Il valore attribuito ad ogni parametro analitico in ciascuna cella da 100 ha costituisce un’approssimazione. Le dimensioni medie delle unità di gestione presenti nella pianura emiliano-romagnola sono generalmente inferiori alla dimensione della cella e, dunque, diverse unità contenute nella medesima cella potrebbero mostrare valori molto eterogenei tra loro. Un corretto campionamento del terreno in ciascuna unità omogenea e l’esecuzione dell’analisi chimica su ciascun campione consentono di ottenere valori di maggiore affidabilità ai fini delle più comuni valutazioni agricole ed ambientali.

Indicazioni per la scelta delle colture agrarie

Vengono indicate le limitazioni pedologiche, sia edafiche che gestionali, alla coltivazione delle principali colture erbacee ed arboree praticabili in pianura, nonché, quando disponibili, indicazioni sulle attitudini produttive. Un approfondimento specifico è dedicato alle colture arboree da frutto e alla vite.

NOTA: Questa sezione e le successive sono attualmente approfondite per 154 dei 183 suoli contenuti nel Catalogo, in quanto i rimanenti 29 non possiedono sufficienti dati per offrire elaborazioni, e quindi indicazioni, attendibili.

Indicazioni per la scelta delle specie forestali

Vengono indicate le principali limitazioni pedologiche alla crescita delle specie forestali utilizzabili nel territorio della pianura emiliano-romagnola per l’arboricoltura da legno e per la costituzione di boschi permanenti.

Sistemazione

Vengono svolte alcune considerazioni sulle tecniche di sistemazione adottabili. I caratteri e le qualità del suolo che entrano in gioco nella scelta dei criteri e nelle tecniche di sistemazione sono i seguenti:

  • permeabilità
  • disponibilità di ossigeno

Tecniche di coltivazione e lavorazione

Vengono svolte alcune considerazioni sulle tecniche di coltivazione e di lavorazione adottabili, anche in funzione dell’attuale tendenza verso la riduzione dell’intensità delle lavorazioni. I caratteri e le qualità del suolo che entrano in gioco nella scelta dei criteri e nelle tecniche di coltivazione e lavorazione sono i seguenti:

  • capacità in acqua disponibile
  • rischio di incrostamento
  • pietrosità superficiale
  • permeabilità
  • disponibilità di ossigeno
  • resistenza meccanica alle lavorazioni
  • tempo di attesa per le lavorazioni

Fertilizzazione

Vengono espresse le considerazioni sulle pratiche di fertilizzazione

Tecniche di irrigazione

Sono esposte alcune valutazioni sulle tecniche e sulle modalità irrigue più idonee in relazione al tipo di suolo.

Per alcuni dei suoli più diffusi nella pianura emiliano-romagnola, il link sottostante conduce a una tabella in cui viene rappresentato il grado di vocazionalità del suolo in rapporto ai principali impianti irrigui. torna su

5. Limitazioni alla fruttiviticoltura

Per i principali portinnesti di actinidia, albicocco, ciliegio, melo, pero, pesco, susino e vite vengono evidenziate le principali limitazioni alla crescita delle piante. Queste sono individuate confrontando le caratteristiche del suolo con schemi di valutazione appositamente predisposti che derivano dall’interscambio tra i pedologi, i tecnici sperimentatori e i tecnici esperti di colture arboree afferenti al servizio di assistenza tecnica alle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna. Gli schemi di valutazione prendono in esame i caratteri del suolo in grado di condizionare direttamente la crescita delle piante e non considerano i caratteri climatici e quei caratteri (in genere esterni al suolo) che possono influenzare le pratiche gestionali e i rischi di degradazione del suolo e dell’ambiente; inoltre non tengono conto dell’interazione tra i caratteri stessi considerati. Essi costituiscono una sintesi descrittiva delle esigenze edafiche delle piante e rappresentano uno strumento metodologico ’trasparente’ e ’condivisibile’ per la produzione di Carte applicative derivate dalle Carte dei suoli.

Gli schemi di valutazione presentati in questo capitolo derivano, quindi, dall’aggiornamento e rielaborazione degli schemi riportati nei Cataloghi regionali dei suoli dell’Emilia-Romagna e sono il risultato di un gruppo di lavoro interdisciplinare, composto da:

  • Andrea Giapponesi (RER): responsabile regionale del progetto ’Coordinamento settore suolo’
  • Giampaolo Sarno (RER): coresponsabile regionale del progetto ’Coordinamento settore suolo’
  • Carla Scotti (I.TER): responsabile tecnico scientifico del progetto ’Coordinamento settore suolo’ e referente pedologo per il progetto ’Rilancio della Peschicoltura in Emilia-Romagna’
  • Tecnici coordinatori provinciali per l’assistenza tecnica: Maurizio Fiorini e Guido Ghermandi per Bologna, Fausto Grimaldi per Ferrara, Gabriele Marani per Ravenna e Massimo Fornaciari per Modena
  • Tecnici agronomi esperti in pericoltura: Sandro Bolognesi ; Stefano Vergnani, Stefano Bretta, Sergio Crovini
  • Esperti del Centro Ricerche Produzioni Vegetali (CRPV): G. Mascanzoni
  • Esperti del CISA M. Neri: Ugo Palara, Roberto Colombo e Paola Pirazzini

Il Gruppo di lavoro ha basato l’aggiornamento e la rielaborazione degli schemi in riferimento alle esperienze maturate in ambito regionale nel settore frutticolo e alle indicazioni desunte da bibliografia. I valori soglia utilizzati negli schemi sono stati "tarati" visitando alcuni impianti arborei e osservando sia le caratteristiche del suolo che lo stato vegeto-produttivo delle piante. In particolare gli schemi di valutazione sono il risultato di un processo di ’condivisione’ e ’validazione’ attivato anche tramite la produzione di carte applicative; tali carte derivano dall’applicazione dello schema di valutazione alle caratteristiche dei suoli descritte nel Catalogo regionale dei suoli di pianura e nella rispettiva Carta dei suoli in scala 1:50.000. Il percorso di ’validazione’ è stato condotto tramite la revisione da parte del gruppo di lavoro della cartografia applicativa, realizzata attraverso approssimazioni successive basate sul progressivo affinamento dello schema interpretativo che mette in relazione parametri pedologici e risposta delle colture. Infatti sulla base della Carta applicativa si sono individuate le ’zone dubbie’, cioè le zone in cui gli esperti conoscevano impianti che potenzialmente davano risposte di crescita non allineate con l’informazione della carta. Mediante sopralluoghi collegiali il gruppo di lavoro ha verificato presso frutteti rappresentativi gli aspetti critici mano a mano emersi nell’analisi degli elaborati, circostanziando opportunamente le ipotesi interpretative per correggerne gli esiti. Questi momenti di confronto in campo si sono rivelati fondamentali per facilitare la comprensione reciproca tra pedologi e agronomi, superando gli ostacoli determinati da approcci disciplinari e terminologie diverse. Grazie a queste verifiche e ad ulteriori incontri di confronto, gli schemi di valutazione sono stati revisionati (metodo per approssimazioni successive) portando alla produzione dello schema attaulemnt disponibile.

Gli schemi di valutazione comprendono tre classi d’intensità delle limitazioni e si riferiscono a suoli gestiti secondo criteri agronomici sostenibili:

La definizione delle tre classi è la seguente:

  • limitazioni assenti o lievi: suoli che non presentano alcuna limitazione o che si prestano ad ospitare il portinnesto favorendo l’espressione della piena potenzialità produttiva quali-quantitativa; i suoli possono essere coltivati con tecniche ordinarie e non richiedono interventi specifici, oltre quelli dettati da eventuali specifiche esigenze dei singoli portinnesti, atti a migliorare la naturale potenzialità dei suoli;
  • limitazioni moderate: i suoli presentano alcuni fattori di limitazione che richiedono interventi agronomici di correzione al fine di recuperare la piena potenzialità quali-quantitativa che il portinnesto può esprimere;
  • limitazioni severe: i suoli presentano fattori severamente limitanti la coltivazione; eventuali interventi agronomici correttivi possono essere troppo onerosi oppure non sufficienti a recuperare la piena potenzialità quali-quantitative del portinnesto.

Per valutare il grado d’intensità delle limitazioni delle singole caratteristiche pedologiche si sono considerate le seguenti profondità:

  • 100 cm per la tessitura dell’orizzonte maggiormente limitante
  • 60 cm per il calcare attivo;
  • 120 cm per la salinità.

I ’valori soglia’ dei caratteri del suolo attribuiti alle tre classi di limitazioni pedologiche, fanno riferimento alle classi desunte dal manuale di descrizione dei suoli della Regione Emilia Romagna al fine di permettere l’applicazione dello schema alle caratteristiche dei suoli regionali (definite appunto secondo il suddetto manuale) e poter così produrre le carte applicative. Questo aspetto ha richiesto, ovviamente, la condivisione della terminologia pedologica e l’adeguamento alle sue classazioni.

Gli schemi adottati non sono esaustivi, nel senso che non considerano tutti i possibili fattori pedologici in grado di condizionare le risposte produttive. Ad esempio non si è tenuto conto della fertilità del suolo (carattere eccessivamente variabile), degli eventuali squilibri nutrizionali o del rischio di deficit idrico (caratteri su cui troppo scarse sono le informazioni disponibili).

Inoltre, per alcuni tipi di suolo, la variabilità di qualche carattere può risultare più ampia rispetto alle classi adottate negli schemi di valutazione. Ne consegue che l’intensità delle limitazioni è variabile (ad esempio: da moderata a severa) in funzione del campo di variabilità del carattere per il tipo di suolo.

Per i motivi sopra esposti, può rendersi necessaria un’indagine locale tesa ad accertare quelle caratteristiche del suolo che sono risultate troppo variabili o che non vengono considerate negli schemi.

Non tutti i caratteri considerati hanno il medesimo peso. Alcuni sono almeno in parte superabili con pratiche colturali ordinarie (apporti di ferro per gli eccessi di calcare attivo, gestione dell’irrigazione per le limitazioni legate alla profondità utile o entro certi limiti alla salinità) o straordinarie (drenaggio per le limitazioni dovute agli eccessi di umidità).

Le caratteristiche pedologiche considerate negli schemi di valutazione sono:

Sigla Limitazione del suolo
c calcare attivo
d disponibilità ossigeno
f fessurabilità
i inondabilità
o sodicità
r reazione
s salinità
t tessitura
u profondità utile per le radici

Per quanto riguarda la durata dell’inondazione, negli schemi di valutazione vengono forniti a titolo indicativo gli intervalli corrispondenti alle diverse intensità di limitazione, ma la valutazione complessiva non tiene conto di questo carattere in quanto, a causa della eccessiva variabilità geografica dovuta alla topografia locale e alle scarse informazioni disponibili, la sua stima per i diversi tipi di suolo è troppo grossolana ed imprecisa per poter su di essa basare interpretazioni applicative. Per questo motivo, indagini locali possono essere necessarie, soprattutto nelle aree a maggior rischio di inondazione, prima di effettuare impianti di colture sensibili.

Vengono di seguito riportati gli schemi adottati.

In particolare, la reazione (pH) non è da prendere in considerazione ai fini dell’attribuzione delle classi; infatti il gruppo interdisciplinare ha valutato, che i valori tipici di pH dei suoli coltivati a pero e pesco nella pianura emiliano romagnola, che mediamente sono tra 7,8 e 8,2, sono correggibili con tecniche ordinarie di concimazione con chelati di ferro.


SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’ACTINIDIA SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

A, B

> 100

50-100 <50

Tessitura

A, B

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana, fine  

Fessurazione

A, B

bassa media forte

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B

<0.4

0.4-0.8

>0.8

Sodicità (ESP)

A, B

<8 8-10 >10
Rischio di inondazione
-Inondabilità A, B nessuno o raro occasionale frequente
-Durata A, B

estremamente breve

molto breve

breve - molto lunga

Disponibilità di ossigeno

A, B buona

moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

A, B

6,0 - 6,5

5,4-6,0; 6,5-8,0

<5,4; >8,0

Calcare attivo (%) A <4 4-6 >6
B <6 6-8 >8

A = Autoradicato

B = D1

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’ALBICOCCO SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

A, B

> 100

50-100 <50

Tessitura

A

media, moder.

moder. fine,  
B

grossolana

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana

grossolana, fine

 

Fessurazione

A, B

bassa media forte

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B

<0.4

0.4-0.8

>0.8

Sodicità (ESP)

A, B

<8 8-10 >10
Rischio di inondazione
-Inondabilità
-Durata A, B nessuno o raro occasionale frequente
A

estremamente breve

molto breve

breve - molto lunga

B

estr. breve - breve

lunga  

Disponibilità di ossigeno

A buona

moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

B

buona, moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

A, B

6,5 - 7,5

5,4-6,5; 7,5-8,8

<5,4; >8,8

Calcare attivo (%) A,B <8

8 - 12

>12

A = Franco

B = Mirabolano da seme, Mirab. 29C, Mr.S. 2/5

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’CILIEGIO SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

A, B,C

> 100

50-100 <50

Tessitura

A, B,C

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana, fine  

Fessurazione

A, B,C

bassa media forte

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B,C

<0.4

0.4-0.8

>0.8

Sodicità (ESP)

A, B,C

<8 8-10 >10
Rischio di inondazione
-Inondabilità
-Durata A, B, C

nessuno o raro

occasionale

frequente

B

estr. breve, m. breve

breve lunga, m. lunga
A,C

estremamente breve

molto breve

breve - m. lunga

Disponibilità di ossigeno A ,C buona  

moderata, imperfetta, scarsa, molto scarsa imperfetta, scarsa, molto scarsa

B

buona, moderata

 

Reazione (pH)

A, B, C

6,5 - 7,5

5,4-6,5; 7,5-8,8

<5,4; >8,8

Calcare attivo (%) A, B <7 7-10 >10
C <10

10 - 12

>12

A = Franco da seme

B = Ibrido Colt

C = Magaleppo SL64

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’MELO SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

A, B

> 100

50-100 <50

Tessitura

A,B

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana, fine  

Fessurazione

A, B

bassa media forte

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B

<0.4

0.4-0.8

>0.8

Sodicità (ESP)

A, B

<8 8-10 >10
Rischio di inondazione
-Inondabilità
-Durata A, B nessuno o raro occasionale frequente
A,B

estremamente breve, molto breve

breve

lunga, molto lunga

Disponibilità di ossigeno

A ,B buona

moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

A, B

6,0 - 7,0

5,4-6,0; 7,0-8,8

<5,4; >8,8

Calcare attivo (%) A <8

8-10

>10
B <10 10-14 >14

A = M9 e cloni (Pajam 1-2, Mak 9)

B = MM 106

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’PERO SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

A, B, C, D

> 100

50-100 <50

Tessitura

A, B, C, D

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana, fine  

Fessurazione

A, B, C, D

bassa media forte

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B, C, D

<0.4

0.4-0.8

>0.8

Sodicità (ESP)

A, B, C, D

<8 8-10 >10
Rischio di inondazione
-Inondabilità
-Durata A, B, C, D nessuno o raro occasionale frequente
B, C, D

estremamente breve, molto breve

breve

lunga, molto lunga

A

estremamente breve

molto breve

breve - m. lunga

Disponibilità di ossigeno

A

buona

moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

B, C, D buona, moderata   imperfetta,scarsa,molto scarsa

Reazione (pH)

C, D

6,5 - 7,5

5,4-6,5; 7,5-8,8

<5,4; >8,8

A, B

6,5 - 8

5,4-6,5; 8-8,8

<5,4; >8,8

Calcare attivo (%)

A, B

<10

10-12

>12
C <6 6-8 >8
D <4 4-6 >6

A = Franco e sue selezioni (OHF 40, OHF 69) e autoradicato

B = Cotogno CTS 212

C = Cotogno BA 29

D = Cotogno MA, Cot. MC, Sydo

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’PESCO SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

A, B, C

> 100

50-100 <50

Tessitura

A, B, C

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana, fine  

Fessurazione

A, B, C

bassa media forte

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B, C

<0.4

0.4-0.8

>0.8

Sodicità (ESP)

A, B, C

<8 8-10 >10
Rischio di inondazione
-Inondabilità
-Durata A, B, C nessuno o raro occasionale frequente
A

estremamente breve, molto breve

breve

lunga, molto lunga

B

estremamente breve

molto breve

breve - m. lunga

C

estr. breve - breve

lunga molto lunga
Disponibilità di ossigeno

A ,B

buona

moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

C buona, moderata   imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

A,C

6,5 - 7,5

5,4-6,5; 7,5-8,8

<5,4; >8,8

C

6,5 - 8

5,4-6,5; 8-8,8

<5,4; >8,8

Calcare attivo (%)

A

<5

5-8

>8
B <10 10-13 >13
C <8 8-12 >12

A = Franco e sue selezioni

B = Ibrido GF 677

C = Mirabolano Mr.S. 2/5

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’SUSINO SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

A, B

> 100

50-100 <50

Tessitura

A, B

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana, fine  

Fessurazione

A, B

bassa media forte

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B

<0.4

0.4-0.8

>0.8

Sodicità (ESP)

A, B

<8 8-10 >10
Rischio di inondazione
-Inondabilità
-Durata A, B nessuno o raro occasionale frequente
A

estr. breve - breve

lunga

molto lunga

B

estremamente breve

molto breve

breve - molto lunga

Disponibilità di ossigeno

B buona

moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

A buona moderata   imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

A

6,5 - 7,5

5,4-6,5; 7,5-8,8

<5,4; >8,8

B

6,5 - 8

5,4-6,5; 8-8,8

<5,4; >8,8
Calcare attivo (%) A <8 8-12 >12
B <10 10-13 >13

A = Mirabolano da seme, Mirab. B, Mr.S. 2/5

B = Ibrido GF 677

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’VITE SU DIVERSI PORTINNESTI

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRUPPI DI PORTINNESTI

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

 

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Profondità utile alle radici (cm)

B, C, E

> 100

50-100 <50

A, D

>50   <50

Tessitura

A, B

media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana, fine  

B, E

fine, media, moder. fine, moder. grossolana

grossolana  

D

grossolana, mod. gross., mod. fine, fine

media  

Fessurazione

A, E

C

bassa media forte
B bassa media,forte  
D

bassa, media

media  

Salinità (EC 1:5 dS/m)

A, B, C, E

<0.4

0.4-0.8

>0.8
D <0.8 0.8-1 >1

Sodicità (ESP)

A, B, C, E

<8 8-10 >10
D <10 10-12 >12

Disponibilità di ossigeno

A buona, moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

C, E, B

buona moderata

imperfetta

scarsa, molto scarsa

D

buona, moderata, imperfetta

 

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

A, B, C, D, E

6,5 - 8

5,5-6,5  8,0-8,5

< 5,5  > 8,5

Calcare attivo (%)

A, B ,C, D, E

<15 15-20 >20

A = 420A

B = Kober 5BB

C = SO4

D = 1103 Paulsen

E = Golia

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6. Limitazioni alla crescita delle specie forestali

Per le principali specie forestali utilizzabili nel territorio della pianura emiliano romagnola vengono evidenziate le limitazioni alla crescita confrontando le caratteristiche (caratteri e qualità) del suolo con schemi di valutazione appositamente predisposti per ognuna delle specie considerate.

<

Gli schemi di valutazione prendono in esame i caratteri interni o esterni al suolo solo in quanto in grado di condizionare direttamente la crescita delle piante e non considerano i caratteri climatici e quei caratteri (in genere esterni al suolo) che possono influenzare le pratiche gestionali e i rischi di degradazione del suolo e dell’ambiente.

Le specie forestali per cui si sono realizzati gli schemi di valutazione sono quelle arboree indicate per gli ambiti territoriali di litorale e pianura nell’elenco di riferimento delle "Disposizioni per l’attuazione del programma regionale forestale 1998/99 in Emilia Romagna, ai sensi del Reg. (CEE) 2080/92 "(Allegato da aggiornare):

  • Acero campestre (Acer campestre)
  • Bagolaro (Celtis australis)
  • Carpino bianco (Carpinus betulus)
  • Ciliegio (Prunus avium)
  • Farnia (Quercus robur)
  • Frassino maggiore (Fraxinus excelsior)
  • Frassino ossifillo (Fraxinus oxycarpa)
  • Gelso (Morus alba, Morus nigra)
  • Leccio (Quercus ilex)
  • Noce (Juglans regia)
  • Olmo campestre (Ulmus minor)
  • Olmi ibridi
  • Ontano nero (Alnus glutinosa)
  • Ontano napoletano (Alnus cordata)
  • Pero selvatico (Pyrus pyraster)
  • Pino domestico (Pinus pinea)
  • Pino marittimo (Pinus pinaster)
  • Pioppi (cloni)
  • Pioppo bianco (Populus alba)
  • Pioppo nero (Populus nigra)
  • Robinia (Robinia pseudoacacia)
  • Rovere (Quercus petraea)
  • Salici (Salix spp.)
  • Sorbo domestico (Sorbus domestica)
  • Tiglio (Tilia spp.)

Gli schemi di valutazione sono stati realizzati da un gruppo di lavoro formato da tecnici e specialisti che operano nel territorio regionale; per la definizione di tali schemi si è fatto riferimento alle esperienze maturate in ambito regionale nel settore forestale e ad indicazioni desunte da bibliografia sia italiana che straniera.

A questo riguardo, si deve premettere che nel territorio della pianura emiliano - romagnola gli impianti di arboricoltura da legno con specie di pregio che hanno completato il ciclo produttivo, ed i rimboschimenti che hanno raggiunto l’età adulta, sono ancora assai pochi.

Tra l’altro, sono scarse anche le sperimentazioni sulla risposta delle specie forestali ai diversi caratteri del suolo, quali ad esempio la salinità, il calcare attivo, il pH, il ristagno idrico, condotte in ambito regionale.

In relazione a ciò, come già indicato, per le valutazioni in oggetto si è fatto riferimento alla letteratura nazionale ed estera sull’argomento, la quale si riferisce ad ambienti relativamente diversi da quello della pianura padana.

Inoltre, piante della stessa specie possono mostrare adattamenti diversi ai caratteri del suolo in relazione alle caratteristiche genetiche (provenienze, razze, cloni, etc.) e, per molte specie, le conoscenze a riguardo sono ancora poche.

Ad integrazione e a parziale verifica delle informazioni bibliografiche raccolte sono stati perciò visitati alcuni impianti forestali, ubicati nel territorio oggetto di studio, nei quali è stato descritto il profilo del suolo. Questi impianti forestali sono stati individuati utilizzando:

  • i primi risultati del "Censimento Impianti Arborei non fruttiferi (esclusi i pioppeti)" in corso di realizzazione da parte del Dipartimento Coltivazioni Arboree dell Università di Bologna su commissione del Servizio Parchi e Foreste della Regione Emilia-Romagna
  • le informazioni della Carta dei suoli del territorio regionale di pianura in scala 1:50.000 redatta dall’Ufficio Pedologico del Servizio Cartografico della Regione Emilia-Romagna

I valori soglia utilizzati in tali schemi sono quindi stati "tarati" per le stazioni osservate e vanno considerati come "valori guida" utilizzati per impostare il lavoro di valutazione della crescita delle specie forestali per ciascun suolo trattato nel catalogo. Si sottolinea quindi che tali schemi rappresentano un corredo metodologico del Catalogo e non vanno utilizzati isolatamente dallo stesso in quanto sono un primo tentativo, suscettibile di successivi miglioramenti e approfondimenti anche su base locale, per evidenziare quelle caratteristiche pedologiche in grado di condizionare in maniera significativa la crescita delle specie forestali.

Per le ragioni sopra esposte, gli schemi di valutazione proposti dai componenti del gruppo di lavoro sono stati compilati con prudenza, e con altrettanta prudenza vanno utilizzati dai tecnici che consultano il catalogo, i quali non dovranno prescindere dalla analisi delle caratteristiche del suolo locali e dalla propria esperienza.

Va infine puntualizzato che il buon esito degli impianti, anche nei casi in cui le specie risultino molto adatte al tipo di suolo, è comunque legato alla corretta applicazione delle opportune tecniche agronomiche (preparazione del terreno, controllo della flora infestante, potature, etc.).

Le caratteristiche pedologiche considerate negli schemi di valutazione sono:

  • tessitura;
  • profondità utile;
  • disponibilità di ossigeno;
  • calcare attivo;
  • salinità;
  • rischio d’inondazione;
  • problemi di deficit idrico.

Per ciascuna di queste caratteristiche pedologiche viene indicato il grado di importanza che esprime sinteticamente il peso della caratteristica nell’influire sulla crescita della specie forestale in considerazione.

Per valutare il grado d’intensità delle limitazioni delle singole caratteristiche pedologiche si sono considerate le seguenti profondità:

  • 100 cm per la tessitura considerando però solo le classi tessiturali che caratterizzano orizzonti con spessore di almeno 50 cm ad eccezione della classe tessiturale sabbiosa per la quale è sufficiente uno spessore di almeno 30 cm;
  • 60 cm per il calcare attivo;
  • 120 cm per la salinità per tutte le specie forestali ad eccezione per i pioppi (cloni) per i quali si considerano i primi 80 cm.

Negli schemi di valutazione vengono forniti a titolo indicativo gli intervalli di durata del rischio d’inondazione corrispondenti alle diverse intensità di limitazione, ma è necessario sottolineare che questo carattere non è descritto per ciascun suolo in quanto non è attualmente possibile darne una definizione complessiva, a causa sia della variabilità della topografia locale che delle scarse informazioni disponibili. Per questo motivo per stimare questo carattere sono necessarie indagini puntuali.

Gli schemi di valutazione delle specie forestali con legno di pregio più frequentemente utilizzate come specie principali negli impianti di arboricoltura da legno (ciliegio, noce, frassino maggiore e farnia), nonché lo schema dei pioppi (cloni) impiegati nella pioppicoltura specializzata, comprendono tre classi d’intensità delle limitazioni e si riferiscono a suoli gestiti secondo criteri agronomici sostenibili:

  • limitazioni assenti o molto lievi: nei suoli aventi le caratteristiche indicate in questa classe la specie forestale in oggetto può esprimere le sue potenzialità di crescita a livello elevato;
  • limitazioni moderate: nei suoli aventi le caratteristiche indicate in questa classe la specie forestale in oggetto può esprimere le sue potenzialità di crescita a livello medio;
  • limitazioni severe: nei suoli aventi le caratteristiche indicate in questa classe la specie forestale in oggetto può esprimere le sue potenzialità di crescita a livello scarso.
SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DEL CILIEGIO E DEL NOCE

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE DEL CILIEGIO E DEL NOCE

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, moder. fine

 

grossolana, fine,

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona

 

moderata, imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

5,5-8,5

4,5-5,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

-

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,15

0,15 - 0,4

>0,4

Calcare attivo

*

<7

7-12

>12

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale

-

frequente

Rischio di inondazione (durata)

***

<48 h

2 - 7 giorni

>7 giorni

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE DELLA FARNIA

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, moder. fine

-

grossolana, fine,

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona

 

moderata, imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

5,5-8,5

4,5-5,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

-

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,15

0,15 - 0,4

>0,4

Calcare attivo

*

<7

7-12

>12

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale

-

frequente

Rischio di inondazione (durata)

***

<48 h

2 - 7 giorni

>7 giorni

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE DEL FRASSINO MAGGIORE

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, moder. fine

grossolana, fine

-

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona

moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

5,5-8,5

4,5-5,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

-

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

-

< 0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale

frequente

-

Rischio di inondazione (durata)

***

<7 giorni

7 giorni - 1 mese

>1 mese

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE DEI PIOPPI (CLONI)

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI O LIEVI

MODERATE

SEVERE

Tessitura

***

media, moder. grossolana, grossolana,

moder. fine, fine

-

Profondità utile alle radici (cm)

**

>100,

50-100

-

< 50

Disponibilità di ossigeno

***

buona

moderata

imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

5,5-8,5

4,5-5,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

*

lieve, assente o moderato

-

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,15

0,15 – 0,4

> 0,4

Calcare attivo

***

<6%

6-10%

>10%

Rischio di inondazione (inondabilità)

*

nessuno, raro, occasionale, frequente

Rischio di inondazione (durata)

**

<1 mese

> 1 mese

Gli schemi di valutazione delle altre specie forestali considerate sono stati impostati per specie singole o per gruppi di specie con comportamento simile nei riguardi delle principali caratteristiche pedologiche.

Questi schemi sono costituiti da due classi d’intensità delle limitazioni e si riferiscono a suoli gestiti secondo criteri agronomici sostenibili:

  • limitazioni assenti, molto lievi o moderate: nei suoli aventi le caratteristiche indicate in questa classe la specie forestale in oggetto può esprimere le sue potenzialità di crescita da un livello elevato a un livello medio;
  • limitazioni severe: nei suoli aventi le caratteristiche indicate in questa classe la specie forestale in oggetto può esprimere le sue potenzialità di crescita a livello scarso.

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DEL Frassino ossifillo, Olmo campestre, Olmi ibridi

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, grossolana, moder. fine, fine.

-

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100,

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-8,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale, frequente

-

Rischio di inondazione (durata)

***

< 1 mese

> 1 mese

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’ Ontano nero, Pioppo bianco, Pioppo nero, Robinia, Salice bianco

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, grossolana, moder. fine, fine.

-

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100,

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-8,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale, frequente

-

Rischio di inondazione (durata)

***

> 1 mese

-

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELL’ ACERO CAMPESTRE

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, grossolana, moder. fine, fine.

-

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100,

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-8,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale, frequente

-

Rischio di inondazione (durata)

***

< 1 mese

>1 mese

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DEL Bagolaro, Carpino bianco, Gelsi, Ontano napoletano, Pero selvatico

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, grossolana, moder. fine, fine.

-

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100,

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-8,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale, frequente

-

Rischio di inondazione (durata)

***

< 1 mese

>1 mese

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DEL PINO DOMESTICO

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, grossolana

moder. fine, fine

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100,

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-8,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato, forte

molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale

frequente

Rischio di inondazione (durata)

***

< 7 giorni

>7 giorni

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DEL PINO MARITTIMO

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, grossolana

moder. fine, fine

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100,

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-7

<4,5 e >7

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato, forte

molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale

frequente

Rischio di inondazione (durata)

***

< 7 giorni

>7 giorni

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DEL LECCIO

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media, moder. grossolana, grossolana, moder. fine, fine.

-

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100,

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata, imperfetta

scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-8,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato, forte

molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale

frequente

Rischio di inondazione (durata)

***

< 7 giorni

>7 giorni

SCHEMA DI VALUTAZIONE DELLE LIMITAZIONI PEDOLOGICHE ALLA CRESCITA DELLA Rovere, Sorbo domestico, Tigli SPP

CARATTERISTICHE PEDOLOGICHE

GRADO DI IMPORTANZA

INTENSITÀ DELLE LIMITAZIONI

   

ASSENTI, LIEVI O MODERATE

SEVERE

Tessitura

**

media , moder. grossolana, moder. fine

grossolana, fine

Profondità utile alle radici (cm)

***

>100

50-100

<50

Disponibilità di ossigeno

***

buona, moderata

imperfetta, scarsa, molto scarsa

Reazione (pH)

*

4,5-8,5

<4,5 e >8,5

Problemi di deficit idrico

**

lieve, assente o moderato

forte, molto severo

Salinità (EC5 dS/m)

***

<0,4

>0,4

Rischio di inondazione (inondabilità)

***

nessuno, raro, occasionale

frequente

Rischio di inondazione (durata)

***

< 7 giorni

>7 giorni

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7. Riferimenti

7.1. Attività sperimentali

Vengono indicate le eventuali attività sperimentali svolte in aziende in cui è presente il tipo di suolo descritto.

Assieme alla documentazione, sono i riportati gli indirizzi e le e-mail dei referenti per le aziende, i quali possono essere direttamente contattati per ulteriori informazioni sulle attività e sulle indagini sperimentali che riguardano il suolo.